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Villa Fiorentino Sorrento sede della Fondazione Sorrento

Fondazione Sorrento

La Fondazione Sorrento vi dà il benvenuto!

APERTA LA MOSTRA "L 'INFERNO DI DANTE NEL PARADISO DI SORRENTO"

Inaugurato in Villa Comunale di Sorrento lo scorso 24 aprile il primo grande evento italiano dedicato al 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri. Diciotto pannelli marmorei ad alto rilievo, realizzati dal maestro Benedetto Robazza, resteranno esposti in uno degli angoli più suggestivi della città . La Fondazione Sorrento, in collaborazione con il Comune, ha voluto questo nuovo straordinario appuntamento con l'arte: i pannelli, ognuno 2x2,50 metri, saranno posizionati per offrire agli ospiti della città la straordinaria interpretazione di scene dell'inferno dantesco di fronte alla paradisiaca visione del Golfo di Napoli che si ammira da quell'impareggiabile palcoscenico che è la Villa Comunale di Sorrento. Una scelta precisa quella di utilizzare un luogo pubblico: la Fondazione Sorrento, infatti, è impegnata da anni, ormai, a fare della città una grande galleria dedicata all'arte d'autore. Le istallazioni del maestro Arnaldo Pomodoro nelle maggiori piazze sono la conferma, dopo Dalì e Picasso, della felice intuizione della Fondazione Sorrento che con il suo consiglio di amministrazione compatto vuole, unite, le tradizionali attrazioni della città con la grande arte fruibile a tutti. Sole, mare e cultura, dunque, sempre più a braccetto per dare agli ospiti l'opportunità di godere di un'accoglienza straordinaria, in un ambiente unico, e la possibilità di ammirare opere d'arte anche solo passeggiando per le strade cittadine.
E da questo punto di vista aver scelto le opere di Benedetto Robazza segnala anche un'attenzione particolare verso eventi che hanno segnato, segnano e segneranno, la storia culturale del nostro Paese. Quale migliore occasione di ricordare l'anniversario della nascita di Dante Alighieri mostrando agli ospiti stranieri le raffigurazioni eseguite dall'artista delle più incisive scene della sua straordinaria opera letteraria. Non è certamente un caso il fatto che i pannelli marmorei di Benedetto Robazza hanno già riscosso un grande successo in diverse città cinesi, a Firenze e a Roma.
La potenza espressiva del maestro Robazza ha già segnato il globo con innumerevoli opere posizionate in spazi pubblici di grande richiamo: dal monumento a Giuseppe Garibaldi posizionato nella 18th avenue di New York, a quello di Rodolfo Valentino a Los Angeles; dal busto di Ronald Reagan nella Casa Bianca di Washington, al monumento in ricordo del genocidio cambogiano esposto al palazzo di Vetro dell'Onu; dal monumento ai caduti d'oltre mare del sacrario di Bari al busto del generale Della Chiesa esposto alla prefettura di Palermo. E tante, tantissime altre opere esposte in tutto il mondo.
Molto significative anche le didascalie che accompagnano i singoli pannelli dedicati all'Inferno di Dante. Vi proponiamo quella dell'ultimo Canto, quasi un appuntamento alle prossime puntate.
CANTO XXXII E XXXIII
“… Guarda come passi;
va si che tu non calchi con le piante le teste dei fratei miseri e lassi.
Per ch’io mi volsi e vidimi davante E sotto i piedi un lago che per gelo Avea di vetro e non d’acqua sembiante.”
Siamo davanti al Cocito, il lago gelato in cui sono immersi i traditori: in una zona i traditori dei parenti, in un’altra i traditori della patria. Ed ecco con pochi segni, quasi per accenni, potremmo dire, viene felicemente resa questa agghiacciante immagine, dalla quale, in primo piano (e siamo così nel trentatreesimo canto) emerge l’intrico di due corpi confitti nella stessa buca; davanti l’arcivescovo Ruggeri e dietro, sopra di lui, il conte Ugolino che gli rode il cranio. Qui Robazza ha portato alla massima esasperazione veristica questa orrenda scena, con una minuziosa descrizione anatomica.
A destra del pannello, ad equilibrare la composizione, vi è dominante Lucifero con grandi ali il cui movimento tiene ghiacciato il lago nel quale sono profondamente infissi i traditori dei benefattori. La testa ha tre facce le cui tre bocche maciullano Bruto, Cassio e Giuda, cioè i grandi traditori di Cesare e di Gesù, ovvero dall’impero e della Chiesa.
A conclusione del viaggio, tornano qui di scena Dante e Virgilio che si accingono attraverso la burella, a lasciare l’Inferno (e simbolicamente lo scultore ripropone la stessa porta arborea dell’ingresso) per uscire “a riveder le stelle”.

Per maggiori informazioni sull'opera visitate il sito www.robazza.it

LA MOSTRA RESTERA' APERTA TUTTI I GIORNI DAL 25 APRILE AL 31 AGOSTO 2015 DALLE ORE 10 ALLE 22 IN VILLA COMUNALE.

 

PER VEDERE LE FOTO DELL' INAUGURAZIONE VAI NELLA SEZIONE FOTO EVENTI

CLICCA QUI PER IL SERVIZIO SULL'INAUGURAZIONE http://www.julienews.it/filmato/speciale--linferno-di-dante-nel-paradiso-di-sorrento/8_351305.html
Foto di Antonino Fattorusso - tutti i diritti riservati
Foto di Antonino Fattorusso - tutti i diritti riservati

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ARNALDO POMODORO - RIVE DEI MARI

Sorrento continua sulla scia della grande arte, con la mostra

Arnaldo Pomodoro. Rive dei mari

che si terrà a Villa Fiorentino dal 19 giugno al 4 ottobre 2015.

In occasione della riapertura della stagione espositiva a Sorrento, la Fondazione Sorrento e il Comune di Sorrento hanno deciso di regalare un’anteprima della mostra di Arnaldo Pomodoro e hanno collocato, già dal mese di marzo, 7 sculture monumentali nelle piazze della città e a Villa Fiorentino:

- Novecento, bronzo, 1999, in P.zza Marinai d’Italia
- Progressione e stasi, bronzo, 2011, in P.zza Sant’Antonino
- Lancia di luce, bronzo, 1985, in P.zza Tasso
- Punto dello spazio, bronzo e corten, 2003, in P.zza Veniero
- Obelisco Cassodoro, bronzo, 1988 in P.zza Angelina Lauro
- Sfera con sfera, fiberglass, 2000 a Villa Fiorentino
- Spirale aperta, fiberglass, 1998 a Villa Fiorentino

Le opere di Arnaldo Pomodoro si fermano a Sorrento per farci ripercorre le tappe del suo lungo percorso artistico, iniziato sin dagli anni Cinquanta.
“Rive dei mari” non è solo un’antologica, ma una riflessione sul misterioso territorio degli archetipi: nel mare sono le origini dell’uomo, dal mare i secoli hanno portato pericoli e speranze, miti e leggende, tempeste e bellezza.
Il mare e Sorrento sono da sempre un connubio inscindibile: oggi sulle sue rive si adagiano opere scultoree che diventano vive nei luoghi della Città, e negli spazi di Villa Fiorentino percorso nella geografia interiore di ognuno di noi.
Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione a Pesaro. Dal 1954 vive e lavora a Milano. Le sue opere sono presenti in spazi urbani in Italia e all'estero e nelle raccolte pubbliche maggiori nel mondo. Memorabili mostre antologiche lo hanno consacrato artista tra i più significativi del panorama contemporaneo. Ha insegnato nei dipartimenti d'arte delle università americane e ha ricevuto importanti riconoscimenti.

Gli enti promotori e organizzatori

Fondazione Sorrento Città di Sorrento

In collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro

Sfera con sfera, 2000 (Villa Fiorentino)
fiberglass, ø 140 cm
Che cosa vogliono esprimere le mie sfere? Sono anzitutto forme perfette, magiche. Io le rompo per scoprirne, cercarne, trovarne le fermentazioni interne, misteriose e viventi, mostruose e pure: così provoco col lucido levigato un contrasto, una tensione discordante, una completezza fatta di incompletezze. Nello stesso atto, mi libero di una forma assoluta. La distruggo, ma insieme la moltiplico. La Sfera con Sfera rivela in realtà un'altra sfera, in un gioco infinito di scatole cinesi, metafora dell’eterna sete di conoscenza che spinge l’uomo alla ricerca. La Sfera con Sfera riflette e rappresenta le pulsioni antitetiche del mondo d’oggi con la sua complessa forza immaginativa, che può essere letta come organica, e cioè umana, oppure come orientata in senso tecnologico per quelle sue forme interne così simili a un ingranaggio (Arnaldo Pomodoro)

Spirale aperta, 1998 (Villa Fiorentino)
fiberglass, 321 x ø 140 cm
Questa scultura riprende il mio studio sulla forma a spirale, presente in alcuni costruttivisti storici (per esempio, Tatlin) e anche nella tradizione dell’arte francese del Novecento. Nell’opera, il grande nastro avvolgente dove sono presenti elementi sculturali con i caratteristici segni-simboli, propri del mio linguaggio espressivo, racconta il movimento e il “divenire” costante, e racconta la dinamica di un attraversamento dello spazio che oggi è della nostra civiltà.
Voglio anche ricordare che la Torre di Pisa, con un colonnato esterno, è anch' essa uno sviluppo girevole, “a tornanti”, che permette di immaginare una salita. (Arnaldo Pomodoro)
LE INSTALLAZIONI DEL MAESTRO POMODORO NELLE PIAZZE DI SORRENTO

LE INSTALLAZIONI DEL MAESTRO POMODORO NELLE PIAZZE DI SORRENTO

Lancia di luce, 1985 (Piazza Tasso)
bronzo lucido e bronzo patinato, 700 cm, sez. 120 x 120 x 120 cm
Ho avuto l’idea leggera e assoluta di un elemento monumentale con sezione triangolare, come un obelisco puntato verso l’alto, studiando il lavoro di fonderia. Nella scultura si può leggere, per così dire, la storia industriale dal trattamento del ferro coi suoi detriti, alla fusione dell’acciaio e alle operazioni sul materiale incandescente. Ciò rappresenta anche la storia dell'invenzione umana e i suoi simboli di ricerca. L'elemento vuole essere poi un moderno segnale dalla via o dal cielo, con richiamo di luce. (Arnaldo Pomodoro)

Obelisco “Cassodoro”, 1988 (Piazza Angelina Lauro)
bronzo, 590 x 90 x 90 cm
Questa scultura, progettata nel 1988 per la piazza di Lampedusa, come monumento ai caduti di tutte le guerre, è un’opera che intende onorare la capacità dell’uomo di vivere e di fare. Ho voluto mettere nell’obelisco una presenza dei sassi e delle corde dei marinai, dei rischi e dei rifiuti del mare, dell’esperienza estrema dei pescatori. L’opera vuole anche avere la valenza di un segnale emblematico che si staglia nel paesaggio: c’è un mio racconto mentale – attraverso i segni delle quattro facce – di tempi antichi, di storie di uomini e di opere, fra le tensioni delle culture e delle civiltà. (Arnaldo Pomodoro)

Punto dello spazio, 2003 (Piazza Andrea Veniero) bronzo e corten, ø 250 x 40 cm
Punto dello spazio si connette ai miei dischi realizzati sin dai primi anni Sessanta e alle ruote, ma contiene un elemento di novità. Si tratta, infatti, di un disco bronzeo rotante con la fascia esterna liscia e sottile. L’effetto è di estrema leggerezza: quasi un punto senza forma né peso, nonostante siano forti ed evidenti i segni che ricoprono la superficie delle due grandi facce circolari. (Arnaldo Pomodoro)

Progressione e stasi, 2011 (Piazza Sant'Antonino)
bronzo, 282 x 150 x 175 cm
In quest’opera ho tentato di esprimere il movimento in corso, non riguardo a un elemento minimo parcellare, ma riguardo all’insieme astratto, come accentuazione del disequilibrio: non del disequilibrio a sua volta ritmico (per es. di David Smith), ma del disequilibrio in atto, per dare un contrasto completo con ogni staticità o con qualunque ordine raggiunto o prevedibile.
(Arnaldo Pomodoro)

Novecento, 1999 (Piazza Marinai d'Italia)
bronzo, 300 x ø 90 cm
L’opera, che ho realizzato come un “monumento al Novecento”, ha la forma di spirale crescente e avvolgente, sempre più sottile, con un senso di progresso continuo, che è insieme di uguaglianza e di elevamento. Tutto intorno ho immesso una serie sculturale di rilievi emblematici con valori astratti. Fin da giovani siamo stati influenzati dall’idea della storia, del processo storico, del progresso. Oggi però sappiamo che nella storia ci sono anche gravi rovesciamenti o vuoti o perdite. E nell’opera ciò risulta evidente, per gli incavi, i buchi, le torsioni... (Arnaldo Pomodoro)

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Sandra - Francia - 28/12/2014
Bellissimo!Avrò un bel ricordo di Sorrento! Grazie

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