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Lo Schizzariello torna al suo antico splendore

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Ultimato il restauro della fontana detta dello Schizzariello. Un altro impegno portato a compimento dalla Fondazione Sorrento.

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Foto di Antonino Fattorusso

ARNALDO POMODORO - RIVE DEI MARI

Sorrento continua sulla scia della grande arte, con la mostra

Arnaldo Pomodoro. Rive dei mari

che si terrà a Villa Fiorentino dal 19 giugno al 4 ottobre 2015.

In occasione della riapertura della stagione espositiva a Sorrento, la Fondazione Sorrento e il Comune di Sorrento hanno deciso di regalare un’anteprima della mostra di Arnaldo Pomodoro e hanno collocato, già dal mese di marzo, 7 sculture monumentali nelle piazze della città e a Villa Fiorentino:

- Novecento, bronzo, 1999, in P.zza Marinai d’Italia
- Progressione e stasi, bronzo, 2011, in P.zza Sant’Antonino
- Lancia di luce, bronzo, 1985, in P.zza Tasso
- Punto dello spazio, bronzo e corten, 2003, in P.zza Veniero
- Obelisco Cassodoro, bronzo, 1988 in P.zza Angelina Lauro
- Sfera con sfera, fiberglass, 2000 a Villa Fiorentino
- Spirale aperta, fiberglass, 1998 a Villa Fiorentino

Le opere di Arnaldo Pomodoro si fermano a Sorrento per farci ripercorre le tappe del suo lungo percorso artistico, iniziato sin dagli anni Cinquanta.
“Rive dei mari” non è solo un’antologica, ma una riflessione sul misterioso territorio degli archetipi: nel mare sono le origini dell’uomo, dal mare i secoli hanno portato pericoli e speranze, miti e leggende, tempeste e bellezza.
Il mare e Sorrento sono da sempre un connubio inscindibile: oggi sulle sue rive si adagiano opere scultoree che diventano vive nei luoghi della Città, e negli spazi di Villa Fiorentino percorso nella geografia interiore di ognuno di noi.

Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione a Pesaro. Dal 1954 vive e lavora a Milano. Le sue opere sono presenti in spazi urbani in Italia e all'estero e nelle raccolte pubbliche maggiori nel mondo. Memorabili mostre antologiche lo hanno consacrato artista tra i più significativi del panorama contemporaneo. Ha insegnato nei dipartimenti d'arte delle università americane e ha ricevuto importanti riconoscimenti.

Gli enti promotori e organizzatori

Fondazione Sorrento Città di Sorrento

In collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro


Lancia di luce - foto di Antonino Fattorusso
Obelisco Cassodoro - foto di Antonino Fattorusso
Punto dello spazio  -  foto di Antonino Fattorusso
Progressione e stasi - foto di Antonino Fattorusso
Novecento - foto di Antonino Fattorusso

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BIOGRAFIA DI ARNALDO POMODORO

Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro.
Si trasferisce a Milano nel 1954. Qui ha modo di conoscere l’ambiente vitalissimo dell’avanguardia e di frequentare intellettuali come Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Ettore Sottsass, Fernanda Pivano, e artisti come Lucio Fontana, Giò Ponti, Bruno Munari, Ugo Mulas, Enrico Baj, e tanti altri. Realizza i primi gioielli ricavati dall’osso di seppia che esporrà in alcune edizioni della Triennale milanese e i rilievi in cui emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura, che viene d’ora in poi interpretata variamente dai maggiori critici. Nei primi anni Sessanta affronta la tridimensionalità e sviluppa la ricerca sulle forme della geometria solida: sfere, dischi, piramidi, coni, colonne, cubi -in lucido bronzo- sono squarciati, corrosi, scavati nel loro intimo, con l’intento di romperne la perfezione e scoprire il mistero che vi è racchiuso. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi una costante nella produzione di Pomodoro.
Nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l’Expo di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina: è il passaggio alla grande dimensione. Questa è la prima delle numerose opere dell’artista che hanno trovato collocazione in spazi pubblici di grande suggestione e importanza simbolica: nelle piazze di molte città (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), di fronte al Trinity College dell’Università di Dublino, al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, di fronte alle Nazioni Unite a New York, nella sede parigina dell’Unesco, nei parchi sculturali della Pepsi Cola a Purchase e dello Storm King Art Center a Mountainville, poco distanti da New York City.
Nel 1995 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, con lo scopo di documentare la sua attività di artista e in generale di promuovere l’arte contemporanea con un’attenzione particolare alla ricerca delle giovani generazioni.
Nel 2004, dopo anni di complessa progettazione e lavorazione, viene collocata a Roma, in piazzale Nervi, la scultura Novecento (altezza 21 metri e diametro 7 metri), commissionata all’artista in occasione del Giubileo per celebrare il passaggio del millennio.
Ha realizzato numerose opere ambientali: dal Progetto per il Cimitero di Urbino del 1973 scavato dentro la collina urbinate, poi non realizzato a causa di contrasti e problemi locali, a Moto terreno solare, il lungo murale in cemento per il Simposio di Minoa a Marsala, dalla Sala d’Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, all’environment Ingresso nel labirinto, dedicato all’Epopea di Gilgamesh, completato nel 2011, fino al Carapace, la cantina di Bevagna realizzata per la famiglia Lunelli e inaugurata nel giugno 2012.
Memorabili mostre personali lo hanno consacrato artista tra i più significativi del panorama contemporaneo: a partire dalla Rotonda della Besana di Milano (1974), dal Forte di Belvedere di Firenze (1984), dalla Rocca Malatestiana di Cesena (1995) e dalla Fortezza di San Leo (1997), per arrivare al museo La Llonja a Palma di Maiorca (1999), alla Reggia di Caserta (2000), fino a Parigi nei Giardini del Palais-Royal (2002), nel centro cittadino di Lugano (2004), lungo la cinta muraria di Paestum (2005), nella Fortezza del Priamàr di Savona (2007). Si ricordano inoltre le importanti mostre itineranti nei musei americani: quella partita dall'University Art Museum di Berkeley nel 1970-71 e dal Columbus Museum of Art di Columbus, nel 1983-85, oltre all’esposizione itinerante organizzata in Giappone nel 1994-95 dall’Hakone Open-Air Museum di Kanagawa.
Nel 2008 negli spazi della sua Fondazione ha luogo una antologica con una scelta rappresentativa delle sue sculture monumentali. Nel 2010 il Grande Portale, una scultura in bronzo di 12 metri di altezza per 10 di larghezza, è esposto di fronte al Padiglione Italia all’Expo di Shanghai, e nel 2011 a New York alla Marlborough Chelsea Gallery e a Parigi alla Galerie Tornabuoni Art sono presentati i suoi lavori recenti.
Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: Stanford University, University of California a Berkeley, Mills College. Ha fondato e diretto il Centro TAM per la formazione dei giovani artisti, istituito in collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel Montefeltro. Nel 1993 è stato nominato Socio Onorario dell’Accademia di Brera di Milano e nel 1994 Accademico di San Luca. Dal 2013 è Socio Onorario degli Amici della Scala di Milano.
Si è dedicato anche alla scenografia, antica passione della giovinezza, realizzando ‘‘macchine spettacolari’’ in numerosi lavori teatrali, dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica. Si va dalla messinscena con Ronconi sul lago di Zurigo di un testo di Kleist nel 1972 alla trilogia dell’Orestea di Isgrò da Eschilo sui ruderi di Gibellina (1983-1985), da I paraventi di Genet, rappresentato per la prima volta in Italia al teatro Testoni di Bologna (1990) a Cavalleria rusticana di Mascagni e Sarka di Janáček con la regia di Ermanno Olmi al Teatro La Fenice di Venezia nel 2009, fino ai tre spettacoli messi in scena al Teatro Greco di Siracusa (2014) nella ricorrenza del Centenario dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Una mostra di tutto il suo lavoro teatrale con modellini, scenografie, costumi e sculture si è tenuta nel Palazzo Reale di Torino nell’autunno 2012.
Ha avuto numerosi ed importanti premi: a San Paolo nel 1963, a Venezia nel 1964, uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute, insieme a Josef Albers, Francis Bacon, Joan Miró, Eduardo Paolozzi e Victor Vasarely nel 1967 e il Praemium Imperiale per la scultura a Tokyo nel 1990, insieme a Leonard Bernstein per la musica, Federico Fellini per il cinema e il teatro, James Stirling per l’architettura, Antoni Tàpies per la pittura. Nell’ambito dell’impegno teatrale i Premi Ubu migliore scenografia per La Passione di Cleopatra di Ahmad Shawqi e I paraventi di Jean Genet (1990) e per Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard Marie Koltès (1992).
Il Trinity College dell’Università di Dublino gli conferisce la Laurea in Lettere honoris causa (1992) e l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura (2001). Nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana” (1996), riceve nel 2005 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la Medaglia d’oro con “Diploma di I classe come Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte” e nel 2008 il Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award da parte dell’International Sculpture Center e il premio “Uomo dell’anno” del Museo d’Arte di Tel Aviv.
A compendio dell’ampia bibliografia esistente si segnalano in particolare: Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, con le immagini di Ugo Mulas e gli interventi di Guido Ballo, Alberto Boatto, Gillo Dorfles, Sam Hunter (Mazzotta 1974); L’arte lunga (Feltrinelli 1992), un dialogo con Francesco Leonetti in cui Pomodoro racconta le esperienze della sua vita di artista; Arnaldo Pomodoro (Fabbri 1995), opera monografica completa curata da Sam Hunter; Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell’artista (1955-2000) (Lupetti 2000), una raccolta a cura della Fondazione Arnaldo Pomodoro degli scritti critici più importanti con le immagini delle opere più significative; Catalogo ragionato della scultura, a cura di Flaminio Gualdoni, che documenta il complesso delle opere realizzate dall’artista, corredate dalla prima compiuta ricerca documentaria su tutta la bibliografia esistente (Skira 2007); Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito a cura di Antonio Calbi (Feltrinelli - Fondazione Arnaldo Pomodoro 2012), un volume che raccoglie i progetti per la scena realizzati dal 1972 sino ad oggi.

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Sandra - Francia - 28/12/2014
Bellissimo!Avrò un bel ricordo di Sorrento! Grazie

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