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Villa Fiorentino Sorrento sede della Fondazione Sorrento

Fondazione Sorrento

Chiesa di S. Maria delle Grazie

Fu una nobile sorrentina a volere la costruzione di una chiesa e di un monastero femminile dedicato alle figlie del popolo di Sorrento e del suo Piano. Con gli anni il complesso ecclesiastico-conventuale sorrentino acquisi' anche il fabbricato del monastero della Santissima Trinita' di Sorrento.La storia della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Sorrento (che si trova a poca distanza da Piazza Sant’ Antonino) è intimamente legata a quella del vicino ed omonimo convento che ancora oggi ospita un monastero di clausura femminile.
Entrambe, infatti, furono edificati, per volontà di Bernardina Donnorso, in un periodo storico particolarmente delicato: quello in cui si registrò l’ invasione dei Saraceni a Sorrento (1558). I primi atti che parlano del complesso ecclesiastico-conventuale sorrentino, infatti, risalgono al 1566, anno in cui la pia donna, rimasta vedova di Giovan Marino Anfora dispose la sua costruzione, dotandolo di case e masserie varie affinché accogliesse le «figlie del Popolo di Sorrento e del suo Piano».
Manifestando una notevole carica contestatrice nei confronti del ceto nobile sorrentino - cui pure apparteneva tanto per discendenza diretta, quanto in virtù del matrimonio contratto – stabilì che dal nascente monastero rimanessero fuori le nobili e le possidenti.Una cosa questa, inconcepibile per la nobilissima Sorrento che, fino ad allora, in pieno centro storico, vantava la presenza di ben cinque conventi femminili che non solo erano esclusivamente riservati alle donne appartenenti al patriziato sorrentino, ma addirittura ponevano discriminazioni in ragione del fatto che esse appartenessero ad una famiglia iscritta a godere degli onori del Sedil Dominova di Sorrento anziché al Sedile di Porta di Sorrento e viceversa.I risultati, al di là delle polemiche e dello “scandalo”, furono positivi grazie a sempre più frequenti ritiri nella locale clausura di Santa Maria delle Grazie di Sorrento.Bernardina Donnorso morì è fu sepolta nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Sorrento nel 1594, ma il monastero e la chiesa da lei fatti edificare, vissero una vita tranquilla, anzi, nel 1812, Re Gioacchino Murat – quando fu soppresso il convento della Santissima Trinità di Sorrento – concesse proprio al monastero di Santa Maria delle Grazie di incorporarne il fabbricato
Il processo che, successivamente, portò all’ unificazione d’ Italia, però, come per altre chiese ed altri monasteri, comportò, anche per Santa Maria delle Grazie,  gravi conseguenze.La chiesa fu chiusa e le monache costrette ad allontanarsi dal monastero, ma il Comune fece ricorso al Tribunale Civile di Napoli. Quest’ ultimo - con sentenza del 7 settembre 1874 – condannò il Demanio a restituire tutto al Monastero. La controversia giudiziaria proseguì fino alla Corte di Cassazione di Roma che confermò la precedente sentenza. Nel frattempo, però, tutte le proprietà del monastero erano state vendute a privati e, per questa ragione, il Demanio dovette risarcire il monastero, ma la cifra corrisposta risultò irrisoria e, per di più, venne “liquidata” in titoli di Stato. L’ aspetto più importante, però, riguardava il fatto che il monastero era salvo e che per monache poterono nuovamente occuparlo nel 1875.
Da allora, né la Chiesa, né l’ annesso monastero sorrentino hanno registrato significative novità che non riguardino aspetti restaurativi.

 


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Rosa e Gabriele - 03/01/2018
Complimenti per la mostra! Geniale l'idea di affiancare un laboratorio dimostrativo che ... Continua »

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