La prima cosa che colpisce, è il calore imprigionato in ogni tela. Basta anche solo un rapido sguardo per avvertirlo. Ma forse l'intento era proprio questo: Aligi Sassu amava trasmettere tepore, coi colori. Nelle ottanta opere a sua firma esposte a Villa Fiorentino, sul corso Italia a Sorrento (ingresso gratuito, info 081 878 2284), il celebre maestro milanese scomparso nel 2000 racconta a suon di pennellate rosse e gialle la sua amata Sardegna, i paesaggi siciliani, o il mare di Majorca. In una parola, il "Mediterraneo", a cui la mostra, organizzata dalla Fondazione Sorrento, è interamente dedicata. Due piani di colori curati da Marisa Zattini, tra le massime esperte italiane di Sassu, in un percorso che si snoda tra quadri, maioliche e bronzi foggiati tra 1930 e 1997, provenienti da collezioni private e dall'Archivio Sassu, gestito dal figlio dell'artista, Carlos Julio. Le sale al piano terra ospitano soprattutto studi di soggetti legati al mito greco, in acquerelli o carboncino, che precedettero la lavorazione della più celebre tra le sue opere, l'enorme pannello in ceramica (oltre 150 metri quadri) per la facciata del Parlamento europeo a Bruxelles nel 1983. Interessante anche la scultura in bronzo nel corridoio centrale di un sottilissimo "Cavallo foglia", sinuoso e dinamico, come l'energia trasmessa in ogni creazione. Non è un caso infatti, che spesso i cavalli, soggetto molto amato da Sassu fin dal suo viaggio giovanile a Parigi nel 1934, mutino nei cosiddetti "cavalloni" marini, ritratti ed esposti nelle teche laterali. Dall'azzurro e dal giallo fino al rosso: le sale superiori ne sono totalmente contaminate. Spicca tra tutti una tela appartenente al ciclo degli "Uomini rossi", con tre giocatori di dado, il cui titolo ricorda la novella di Mallarmè "Un coup de des n'abolira jamais l'hazard", vale a dire "Un tiro di dadi non abolirà mai il caso". Un paio di passi e lo scenario diventa più urbano, con echi di futurismo borghese, tra uno spaccato del "Caffè sublime", o una passeggiata per la fiorita "Via Manzoni". Cambio di registro nel corridoio accanto, colorato dai numerosi bozzetti di scene e costumi per "I Vespri siciliani", diretti da Maria Callas, in scena nel 1972 al Teatro Regio di Torino. I più esigenti, potranno infine sedersi nell'ultima saletta al secondo piano, per assistere a videoproiezioni sulla cronistoria della lavorazione pannello del Parlamento europeo. Tratto dal quotidiano "La Repubblica - Napoli" del 7 agosto 2011- articolo di Paolo De Luca
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Giovanni Vescera - 14/05/2013
Fotografo e scultore dal gusto molto sviluppato, gran bella mostra. Molto ben studiato e ...
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