I dipinti ottocenteschi che adornano le volte di alcune sale dell' edificio ed i superbi particolari architettonici che lo impreziosiscono fanno da "cornice" alla esposizione di meravigliosi mobili, suppellettili ed altri rari oggetti realizzati con la tecnica della tarsia lignea.
Nel conservare quasi inalterata la sua bellezza originaria, Palazzo Pomarici Santomasi, oggi, mantiene alto il suo antico splendore ospitando il Museo Bottega della Tarsia Lignea.
Questa particolarità fa sì che l’ edificio che si trova lungo Via San Nicola – a pochi passi dalla casa che tra la fine del XVI e l’ inizio del XVII secolo ospitò Cornelia Tasso, sorella del celebre poeta sorrentino – sia quasi interamente visitabile.
Oggetto di accurate ed approfondite ricerche, il celebre palazzo costruito su un impianto settecentesco, custodisce gelosamente i segreti delle sue origini.
La nobile famiglia dei Pomarici Santomasi (dalla quale prende il nome), infatti, cominciò ad occuparlo nella seconda metà del XIX secolo, ma è assai verosimile che esso sia precedentemente appartenuto almeno ad un’ altra famiglia nobile Sorrentina.
Gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, l’ edificio è stato sottoposto a delicati interventi di restauro in occasione dei quali è stato possibile rinvenire parati settecenteschi su carta dipinta a mano, fasce affrescate lungo le pareti ed altri particolari capaci di procurare gradevoli suggestioni
Così come ha destato particolari suggestioni il recupero dei dipinti ottocenteschi che adornano ancora oggi le volte di numerose sale.
La struttura museale che vi è ospitata, dunque, trova una armoniosa collocazione grazie al superbo posizionamento di mobili, suppellettili e rari oggetti intarsiati.
Non a caso la proprietà dell’ immobile e del Museobottega della Tarsialignea, nel magnifico catalogo che consente di apprezzare le tante bellezze che caratterizzano l’ insieme, ha voluto precisare: “Questo Museo, oltre a soddisfare la sua finalità primaria di dare continuità alla storia della tarsia sorrentina con la progettazione e la commercializzazione di una produzione culturalmente rinnovata, si offre, per l’ identità del linguaggio tra contenitore ed il suo contenuto, come un documento, unitario e raro, sull’ architettura, sulle arti applicate, sull’ economia e gestione del territorio che, in stretta connessione tra loro, hanno caratterizzato Sorrento dal Settecento ai giorni nostri”.
L’ esposizione ed i locali sono visitabili dal pian terreno al secondo piano ed offrono una molteplicità di motivi degni di interesse difficilmente riscontrabile altrove.
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Giovanni Vescera - 14/05/2013
Fotografo e scultore dal gusto molto sviluppato, gran bella mostra. Molto ben studiato e ...
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