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Ferdinando Scarpati: un personaggio riscoperto


- Il Professore Mario Russo recupera immagini e documenti custoditi presso il Museo Correale e pubblica un libro dedicato ad un celebre uomo di mare della Terra delle Sirene

Il professore Mario Russo ha voluto salutare la fine del 2009 con una piccola, ma interessante pubblicazione intitolata “Ferdinando Scarpati al Museo Correale di Terranova”.
Pur se di piccole dimensioni lo studio offre interessanti approfondimenti su un personaggio originario della Penisola Sorrentina che ha conquistato fama ed autorevolezza nel mondo marinaro.

Ad illustrarne la figura, sia pure in maniera sintetica, è lo stesso autore della pubblicazione, che nella presentazione ha scritto: “Ferdinando Scarpati (Meta 1771-1850), ha teorizzato nei suoi studi e nei suoi lavori l' arte del navigare dando lustro al suo piccolo paese natale e ai suoi predecessori, che da secoli solcavano intrepidamente i mari fidando nella protezione di S. Maria del Lauro al cui santuario versavano spontaneamente la decima parte dei proventi di ogni nolo e in ogni occasione si adoperavano per abbellirlo sempre più. Non a caso a bordo delle navi della penisola il nuovo timoniere, nel prendere servizio al turno delle otto del mattino, esclamava: " 'Na salvaregina à Madonna d’ ‘o Lauro; 'nu paternostro e 'n'aummaria ó priatorio, che nci accumpagna !"

Dei tanti salvataggi operati dietro la sua intercessione sono testimonianza i numerosi ex voto che ornano le pareti del suo santuario Metese. E Ferdinando Scarpati, tra le numerose attività, non tralasciò di occuparsi anche di questa chiesa in qualità di amministratore.

I numerosi manoscritti e profili costieri di questo illustre studioso, dei quali si aveva notizia ma che si ritenevano ormai perduti, sono riemersi dai depositi del Museo Correale e contemporaneamente è stato, per così dire, “riesumato” ', il suo ritratto ad olio che una sua discendente, la signorina Adele Scarpati di  Ambrogio aveva donato allo stesso museo nel lontano 1930. Finalmente ne conosciamo le fattezze, ma più di tutto attraverso i suoi scritti autografi si potrà meglio inquadrare la sua figura e il contributo da lui offerto al progresso degli studi nautici che si basava finora solo sui volumi pubblicati: il Trattato di Navigazione e le Tavole Logaritmiche.

Questo opuscolo vuole essenzialmente essere un riconoscimento a quei benemeriti metesi, Adele Scarpati, il console Mariano Vervena e il capitano Claudio Cacace, che, con le loro donazioni al museo, ci permettono oggi di ricordare la figura, pressoché dimenticata, di questo illustre studioso”




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