Tra i tanti visitatori celebri che, provenendo da ogni angolo del mondo, hanno soggiornato a Sorrento contribuendo ad alimentare la fama del capoluogo peninsulare a livello internazionale, Norman Douglas merita sicuramente un posto di riguardo.
Austriaco di nascita, anche se discendente da genitori scozzesi, infatti, il celebre scrittore ha indissolubilmente legato il proprio nome a quello della Città del Tasso e, più in generale a quello della intera Penisola Sorrentina, grazie alla stesura del libro intitolato “Siren Land” (“Terra delle Sirene”), pubblicato per la prima volta nel 1911 e poi oggetto di numerose nuove edizioni, tra le quali figurano anche quelle curate in lingua italiana da Giuseppe e Domenico Viggiani 8rispettivamente nel 1945 e nel 1972).
L’ opera è indiscutibilmente particolare perché non è stata concepita come una “guida” per orientarsi lungo sentieri e contrade della Penisola o per individuare specialità, ristoranti o altro, ma come lavoro estroso ed originale.
Non a caso l’ autore, con essa, ha tentato quella che viene definita come una ricostruzione cosmica dei paesi della Costiera e dell’ Isola di Capri spesso fondendo descrizioni di luoghi reali con quelle che vedono interessati miti e leggende.
Proprio partendo da approfondimenti che vedono interessate le Sirene, infatti, Douglas è stato capace di dedicare interessanti approfondimenti alle alture di Sorrento, agli isolotti dei Galli, all’ insenatura di Crapolla e, poi, al promontorio di Minerva, a Tiberio senza trascurare l’ opportunità di dedicare un paragrafo alla “Filosofia della Grotta azzurra”.
Indiscutibilmente raffinata ed in più parti impegnativa, la composizione risulta sempre di gradevole lettura e finisce con l’ esaltare l’ atmosfera quasi magica che lo scrittore ha vissuto, per lunghi periodi, tanto in Costiera, quanto sull’ Isola Azzurra.
Autore di altri interessanti lavori (tra i quali figurano “Fontane nella sabbia”, “Vecchia Calabria”, “Vento del Sud” e “Biglietti da visita”) Douglas si accompagnò ad intellettuali del calibro di D.H.Lawrence e C. Mackenzie ed ebbe modo di concedersi ad una vita, spesso scandalosa che, però, gli permise di sviluppare una sottile ironia, un indiscusso spirito critico e, più in generale, una visione epicurea dell’ esistenza.
Una visione, quest’ ultima, che probabilmente Douglas maturò anche grazie ai suoi soggiorni in Penisola Sorrentina.