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Tesi Rosalia Maresca - Dall'800 ai nostri giorni -


Tesi Rosalia Maresca - Dall'800 ai nostri giorni -
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Dall'Ottocento ai nostri giorni - "Torna a Surriento"

Sorrento e la sua penisola devono molto, moltissimo ai viaggiatori stranieri che la visitarono, la predilessero, l’amarono e la descrissero...
Così che la città, per “ringraziarli”, nel 1936, appose al Museo Correale una lastra marmorea che li elencava. E’ stato questo il punto di partenza su cui, successivamente, sarà impostato il lavoro.

La prima ricerca inizia dalla consultazione in archivio comunale della delibera n. 526, approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa, nella seduta del 10 dicembre 1929, nella quale è scritto:
“Considerato che il Comune di Sorrento sin dai tempi antichi è stato prescelto quale luogo di riposo e di svago da gente di ogni nazionalità per cui ha avuto la ventura di ospitare i più grandi Geni e le più spiccate personalità cosmopolite.
Considerato che molti dei suoi ospiti, ispirati dalle bellezze del posto, hanno qui scritto rilevanti opere; altri, memori del gradito soggiorno, l’hanno decantato nei loro scritti, tutti contribuendo così a costituire a questa plaga la fama che ormai gode nel mondo.

Considerato che Sorrento deve a questi Grandi gratitudine e riconoscenza per cui, interpretando il sentimento unanime della cittadinanza, quest’amministrazione pensa essere doveroso ricordarli ai posteri, incidendone i nomi in marmo da collocarsi nell’atrio del Museo Correale di Terranova”.  
Così oggi, alle soglie del 2000, tra i tanti “Grandi”, passati per Sorrento, molti sono i nomi di artisti Russi, incisi su quella lastra marmorea.
Tra i primi, spicca il “sorrentino” Sil’vestr Ščedrin, quel pittore che a Pietroburgo non ha fatto più ritorno poiché ancora oggi, il cimitero di Sorrento conserva le sue spoglie da quel lontano 1830.
Attraverso lettere e dipinti, per tutto l’Ottocento, ha fatto sì che, con i suoi colori, Sorrento fosse viva nel mondo. Utile, a proposito, è stato il materiale attinto in seguito alla Mostra presso il Museo Correale.
Ščedrin non è stato comunque l’unico pittore russo a dipingere Sorrento durante il “Grand Tour”, ma spiccano nomi quali: Lèbedev, Ajvazovskij e Ivanov.

I colori ščedriniani non bastavano ad esaltare questa terra, così scopriamo che i veri archivi della memoria sorrentina, di quella moderna almeno, tra Ottocento e Novecento, sono i diari, le corrispondenze, i taccuini, le novelle, le liriche di viaggiatori russi che incrociarono le loro rotte ed i loro destini tra il mare delle Sirene ed i giardini di Armida.
Il primo fra tutti ad essere ammaliato dai versi tassiani che lo invitavano a “giungere in questa terra alma e felice”, fu Batjuškov, “il Torquato Tasso” della Russia. A Sorrento egli, come Ivan Turgenev, percepì la continuità tra natura e costume, tra vita e arte, tra storia e poesia...
 Il Turgenev con la sua pièce Una sera a Sorrento al Bellevue Syrene ci cala mirabilmente in un mondo rarefatto e concreto, domestico, ma diverso tanto che “sostanza ed essenza” di Sorrento sono racchiuse in queste cinquanta, intriganti pagine.  

“Paese di una pace infinita”, resta la frase più dolce attinta dalle Pagine belle su Sorrento e firmata dal grande Lev Tolstoj nel 1898.
Sulla lapide il suo nome oggi un occhio distratto potrebbe anche non attribuirgli quell’importanza che invece, più di ogni altro, merita.
A godersi “la mobile festa della creazione” tra una distesa di agrumi, con le finestre aperte “a spicchi di cielo e di mare in comunione d’azzurro”, è Vladimir Jakovlev. Lo abbiamo considerato il “buongustaio”, che arrivato dal freddo dell’Est, nelle sue Lettere da Venezia, Roma e Napoli, a Sorrento ci delizia con un “particolare menu” di tipici prodotti locali, annotando per di più informazioni tutt’altro che culinarie.
Dmitrij Merežkovskij, sempre ossessionato da un suo particolare dualismo spirituale, si trova a Sorrento a dover ammettere, sebbene solo per qualche istante, una “pacifica sintesi interiore”; innegabile davanti alla bellezza del posto.

Un Premio Nobel russo, quale Ivan Bunin, passa per Sorrento solo per dimostrare che l’ “amoenitas” dei luoghi e la “felicitas” degli uomini è qualcosa di superiore alla ricchezza di quell’americano che fu il protagonista de Il signore di San Francisco.
Arriviamo così al terzo capitolo, un po’ anomalo, ma pur significativo... E’ stato impostato su una dimensione lontana dalla classica ricerca bibliografica in quanto il testo di Rea e Tajani, che “narra” in un modo piuttosto favoleggiante della Villa Cortchacow, è l’unico consultabile sull’argomento.
Zar e Rivoluzionari sono anch’essi ospiti graditi; Sorrento dedica al loro onore, strade e canzoni...
Ritornando alla lastra marmorea, ci si è resi conto che manca il nome del grande Maksim Gor’kij! Eppure egli tra gli anni 1924-1933 è stato un importante punto di riferimento che, nella Terra delle Sirene, ha attirato grandi artisti russi di fama mondiale; tra i tanti risalta agli occhi il nome di Vladislav Chodasevič, che ha dedicato due suggestive poesie a Sorrento: Note sorrentine e Foto di Sorrento, “la scrittrice non grande” Anastasija Cvetaeva, la quale ispirata da ‘o mare de Surriento’, scrive le sue Memorie, o ancora Olga Signorelli che, nel capoluogo peninsulare ha rafforzato i rapporti di amicizia con Gor’kij, permettendo agli ospiti di fare tappa obbligata prima a Roma e poi a Sorrento, o ancora Vladimir Lidin che, di passaggio a Sorrento, ne approfitta per descrivere la giornata tipo di un Gor’kij che qui “ha molcito l’anima inquieta”, e ancora “il misterioso Babel’...”

Si potrebbe continuare ancora per molto, scoprendo sempre nomi nuovi che, anche se solo di passaggio, hanno calpestato l’erba della Villa “Il Sorito”...cercando di trovare ancora le impronte dell’ ormai vecchio, ma non stanco Gor’kij, poiché a Sorrento scrisse due dei suoi più grandi capolavori: Gli Artamonov e La vita di Klim Samgin.
“Un viaggio di ricognizione”, come per inaugurare quel pellegrinaggio che porterà i Russi a cercare tracce di Gor’kij, spetta al giornalista Mark Čarnyj e qualche anno più tardi (1975), alla scrittrice Lidija Bykovceva. Il primo, dopo copiose notizie di archivio, attribuisce a Sorrento un epiteto importante: “capitale” della vita di Gor’kij (come fu Jasnaja Polijana per Tolstoj), Lidija Bykovceva, invece, trova un importante connessione etimologica tra il nome “Sorrento”, la Villa “Il Sorito” e il verbo di origine latina “surridere...”.
Il lavoro poi si chiude con un epilogo particolare; è infatti ispirato da un brano dal titolo Ritorno a Sorrento di Pëtr Vajl: un russo dei giorni nostri. Tale brano servirà solo da spunto a quelle che saranno le conclusioni, dimostrando una modesta coerenza dall’inizio alla fine dell’elaborato, evidenziandone anche i cambiamenti dell’Italia e di Sorrento, naturalmente, nel corso degli anni.

Insomma “quanti nomi! quali animi!” (affermava il de Marsico durante il discorso celebrativo per la stele di “visitatori illustri”), a dimostrare come Sorrento non può essere dei sorrentini o dell’Italia soltanto, ma è proiettata nel mondo cosmopolita dei suoi visitatori di sempre. Così, non poteva mancare una parte introduttiva che collocasse Sorrento in una visione più ampia dei rapporti tra Italia e Russia, inaugurati intorno alla metà del XVIII secolo e la nascita del “mito Italia” da “Patria del bello” a “Paradiso terrestre” (espressione di cui si servirà successivamente Isaak Babel’ per salutare il Capo di Sorrento), sia dal punto di vista climatico che dal punto di vista politico, come Paese di assoluta libertà creativa.

La ricerca bibliografica è cominciata dalla lettura dei primi testi, quali Russi in Italia. Dal secolo XVII ad oggi di Ettore Lo Gatto e I Russi e l’Italia a cura di Vittorio Strada, per un’idea più ampia dei rapporti tra la Russia e l’Italia, per poi ramificarsi con testi inerenti all’argomento specifico. Per cui, importante punto di riferimento è stato Sorrento. Città internazionale di Cristiano Focarile e il testo La Penisola Sorrentina. Istoria, Usi e Costumi, Antichità di Manfredi Fasulo, utile quest’ultimo per la ricerca bibliografica successiva. 
Senza dubbio, un ringraziamento particolare merita l’avvocato Nino Cuomo, per la gentile concessione di testi anche in lingua originale difficilmente reperibili.
Un ulteriore ringraziamento è rivolto alla “nonnina” Aurelia, disturbata al fine di avere una testimonianza diretta su Maksim Gor’kij.
Ed infine è doveroso il ringraziamento al signor Salvatore Ercolano, per la disponibilità e professionalità dimostrata.
Le traduzioni, dove non è specificato, sono nostre. Ci scusiamo se alcuni riferimenti bibliografici non sono puntuali, spesso si tratta di fonti indirette, ma essenziali e non sempre verificabili per la difficoltà di reperibilità degli stessi.  
          
Infine è doveroso dare una piccola spiegazione sul titolo dell’elaborato: “Dall’Ottocento ai giorni nostri... Россия,’Torna a Surriento’.”
E’ facilmente intuibile dalla prima parte del suo titolo il periodo storico su cui è impostato l’elaborato, la seconda parte, invece, denota tratti nostalgici, con qualche nota ottimistica, di uno studioso qualsiasi o anche di un semplice cittadino che, dopo aver spolverato testi che testimoniano un passato aulico a Sorrento, si ritrova oggi a rimpiangere quel tempo davanti ad una realtà che va ben oltre le note turgheneviane.
Quei “boschetti di aranci e limoni” che tanti artisti avevano esaltato e considerato come uno dei doni più piacevoli della natura, sono oggi solo tristi ricordi davanti ad una realtà così amara... La speculazione, il caos, in fondo, non hanno risparmiato neppure la “mitica” Terra delle Sirene!
Pur essendo consapevoli che il nostro lavoro riguarda esclusivamente il tempo passato, quel tempo che tutti hanno elogiato e decantato, l’unico rammarico è che oggi, leggendo queste pagine, il confronto con il presente diventa insostenibile...
Resta solo, la speranza (almeno!), di un auspicabile cosmopolita “Torna a Surriento...”.

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