Tra le ragioni che rendono saldo il gemellaggio tra Sorrento e Nizza, ci sono anche le antiche tradizioni che tanto la Città del Tasso, quanto la magnifica località francese vantano sul fronte della tarsia lignea.
A questo particolare aspetto ha dedicato attenzione l’ Architetto Alessandro Fiorentino che, nel 2006 ha pubblicato un magnifico libro (disponibile in versione italiana, inglese e francese), intitolato “L’ INTARSIO / Sorrento – Nizza e ritorno”.
Spiegando le ragioni che lo hanno indotto a approfondire l’ argomento lo stesso architetto - che si dedica, con trasporto al Museobottega della tarsia lignea e vanta, tra l’ altro, anche una brillante attività di designer dell’ Intarsio – ha avuto modo di considerare: “Risalgono al 1984 le mie prime ricerche sulla tarsia nizzarda.
Avevo da poco concluso gli studi sulla tarsia sorrentina ed ero interessato ad approfondirne il confronto con le altre produzioni intarsiate dell'800.
Arrivai a Nizza, con mia moglie Alma, fiducioso di poter visitare qualche vecchio laboratorio di intarsiatore o meglio ancora di incontrare uno studioso che potesse documentarmi sull' argomento.
Mi accorsi presto che della tarsia lignea, 1' arte che aveva caratterizzato fino all' inizio del '900 la cultura e 1'economia locale, si era persa anche la memoria. L' unica testimonianza la trovammo nel Museo Masséna, dove avemmo modo di vedere una collezione di piccoli oggetti e quattro tavoli intarsiati con decori tipici della cultura locale.
In mancanza di pubblicazioni riuscimmo ad avere le fotocopie del manoscritto nel quale Guillaume Boréa aveva raccolto appunti e note biografiche sugli intarsiatori nizzardi.
A distanza di oltre venti anni la situazione non è migliorata e la tarsia nizzarda ha continuato ad essere ignorata dagli studiosi delle arti applicate dell'800. Perfino sul mercato dell' antiquariato gli oggetti nizzardi sono spesso commercializzati come sorrentini, a causa delle
grandi affinità esistenti nel loro impianto iconografico e tecnico.
Questo studio è partito dal recupero della memoria per attivare un approfondito confronto tra le due produzioni intarsiate. È la traccia sulla quale ha operato il progetto scientifico che ha fatto da supporto alla mostra e a questa pubblicazione. Il progetto è stato organizzato persezioni, affidando ad una sezione introduttiva la ricostruzione del contesto ambientale nel quale le due scuole di tarsia si svilupparono.
Nelle sezioni successive il confronto tra i materiali, le tecniche, le tematiche, il design, che caratterizzarono la tarsia sorrentina e pizzarda nell' 800 anticipa un' ampia documentazione sulla produzione dei maestri intarsiatori locali.
Dallo studio è emerso che le affinità esistenti tra la tarsia sorrentina e nizzarda hanno molteplici motivazioni. Ne sono state individuate alcune; altre, come i rapporti commerciali e di collaborazione tra i due comparti, sono state solo sfiorate per mancanza di documentazione”.