La cristianizzazione di Sorrento risale ad epoca antichissima. Tanto antiche che, secondo ricorrenti ricostruzioni storiografiche, essa sarebbe da far risalire addirittura al passaggio di San Pietro nella Terra delle Sirene.
Non ci sono elementi di certezza per stabilire se i racconti relativi alla venuta a Sorrento, dell’ erede di Gesù in terra, sia una leggenda o riportino fatti realmente accaduti, ma è certo, invece, che fin dai primi secoli del cristianesimo questo territorio abbracciò la nuova fede destinata a soppiantare il paganesimo.
Una testimonianza in questo senso la si può individuare nel fatto che – tra il V ed il VII secolo dopo Cristo – Sorrento non solo ebbe ben quattro vescovi che sono divenuti santi (San Renato, San Valerio, Sant’ Attanasio e San Baccolo), ma avviò una intensa attività di edificazione di Chiese e Monasteri dei quali, ancora oggi, alcuni sono visibili nel pieno centro storico.
Oggetto di numerose attività di restauro e di ampliamento che, nel corso dei secoli, ne hanno alterato l’ aspetto e le dimensioni originarie, attualmente, quasi tutti i monumenti religiosi - oggetto di devozione e aperti al pubblico - si presentano fortemente caratterizzati da uno raffinato stile barocco.
Ciò non toglie che ciascuno di essi è ricco di bellezze e di tesori artistici ed architettonici. Questa particolarità rende stimolante e particolarmente interessante un itinerario di tipo religioso che, in breve tempo, oltre alla magnifica Cattedrale consente di visitare la Chiesa della Madonna del Carmine, la Basilica di Sant’ Antonino, oltre che le Chiese di Santa Maria delle Grazie, di San Francesco (con annesso chiostro di epoca trecentesca), dei Santi Felice e Baccolo, dei Sette Dolori dei Servi di Maria e dell’ Annunziata.
Ognuna di queste chiese è ricca di storia e, in qualche caso, di leggende capaci di stimolare l’ attenzione e la curiosità, oltre che suscitare l’ ammirazione anche di quanti non sono cristiani.
Chi lo desidera, inoltre, può visitare anche le più piccole, ma non meno suggestive chiese che si trovano nelle frazioni. Come, ad esempio, quella dedicata al culto della Madonna a Casarlano, o a Santa Lucia (poco distante dal centro della Città).
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