Da Sabato 5 dicembre 2009, presso Villa Fiorentino, le grandi mostre inserite nella seconda edizione di "M'illumino d'inverno" , inaugurano il carnet di eventi del periodo natalizio a Sorrento.
Esporranno il maestro intarsiatore Giuseppe Rocco, il fotografo Antonio Coppola specializzato nel ritrarre l'arte presepiale e i Maestri Ferrigno di S. Gregorio Armeno, con un originale presepe allestito appositamente per la città di Sorrento.
Ricordiamo che le mostre resteranno aperte tutti i giorni dal 5 dicembre al 6 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21. Ingresso libero.
Antonio Coppola
Da quand’ero adolescente amo ammirare e respirare l’atmosfera natalizia di Napoli, infatti puntualmente ogni anno mi reco per qualche giorno nel centro storico di Napoli, per scattare delle immagini di reportage. Ma da tempo seppur affascinato dall’entusiasmo del momento, avevo sempre un pensiero fisso… quello di riuscire a ammirarne le varie fasi di realizzazione, magari realizzando delle sequenze che documentassero l’attenzione e la precisione che questi artigiani mettono per realizzare, “o’ presep”.

Partendo dalle scenografie dette tecnicamente “scogli”, la realizzazioni e modellatura dei pastori e degli animali, determinando con attenzione la dimensione dei pastori affinché si possa ottenere una corretta prospettiva dei piani. Inserendoci poi moltissimi elementi di contorno, che come perle impreziosiscono queste vere e proprie opere d’arte. Incantevoli inoltre la realizzazione delle “moschelle”, dei veri e propri presepi in miniatura.
La conoscenza e divulgazione al pubblico delle varie tecniche di realizzazione e le differenze fra i diversi periodi storici, fanno comprendere ancora meglio le radici profonde che legano il popolo a questa antichissima tradizione.
Ho cercato quindi di conoscere personalmente i vari artigiani trascorrendo con loro del tempo, riuscendo a trovare una confidenza tale per poter scattare delle immagini, naturali e spontanee, che non sono volte a scoprire i loro segreti o a valutarne la bravura, ma bensì a cercare di trasferire all’osservatore le sensazioni provate da me nelle loro botteghe, scantinati o laboratori dove operano giornalmente. Una curiosità la mia oserei dire fanciullesca, che spero possa contagiare anche il pubblico.
Fortunatamente anche in Penisola Sorrentina ci sono degli artigiani che realizzano in modo egregio quest’antica arte, con cui ho instaurato oltre ad una fattiva collaborazione anche un’amicizia.
Questa mia passione mi ha portato a realizzare per l’editore Franco di Mauro, le immagini e soprattutto le sequenze fotografiche del libro “La Magia del Presepe Napoletano”, una magnifica esperienza molto gratificante.
Questa mostra racchiude la mia ricerca espressiva, con l’uso di attrezzature fotografiche moderne digitali utilizzando di ottiche leggendarie degli anni ’60 / ’80, stampate rigorosamente in bianco e nero.
Per scelta dell’autore tuttavia non sarà indicato il nome dell’artigiano o il luogo dove sono state scattate le immagini.
Naturalmente mi ha aiutato moltissimo la mia passione ventennale per la fotografia, la scelta della luce adatta a valorizzare lo scatto, la continua ricerca sia nella scelta dei soggetti e sia per le inquadrature.
Ho realizzato nel tempo, immagini per editoria locale e nazionale, costruendo un archivio fotografico di circa 10.000 immagini che spaziano in diverse tematiche, fra cui il paesaggio, la natura, il folklore, immagini d’arte e immagini panoramiche con dimensioni anche superiori ai 4 metri di lunghezza.
Personalmente la macchina fotografica, è il mio taccuino dove annotare ogni minimo particolare anche il più insignificante, e poi da questi appunti magari realizzare un’immagine o un reportage. Questo implica il ritornare spesso negli stessi luoghi cercando con umiltà “l’anima” e non solo l’immagine dei miei soggetti.
Giuseppe e Marco Ferrigno
Giuseppe e Marco Ferrigno sono gli unici maestri del pastore in terracotta proprio della tradizione napoletana. Il padre ha tramandato a suo figlio sin da piccolo la propria arte. Dalle loro mani la materia è modellata con gran maestria; i loro pastori, i loro gruppi di pastori, le "scenette" da loro ideate, i particolari di famosi presepi che loro rielaborano, hanno la preziosità dell'immagine ed il tocco proprio dell'oggetto da salotto, pur nella funzionalità e nel rispetto del tradizionale Presepe devozionale.
Giuseppe, uomo dall'inesauribile entusiasmo, dalla brillante fantasia e dal carattere schietto e genuino, con la sua mirabile perizia tecnica, progetta e porta a compimento scenografie tipiche della Napoli del XVIII sec. per le quali modella pastori perfettamente aderenti alle varie ambientazioni; opera sua e di suo figlio Marco.

Quest'ultimo elabora in maniera del tutto personale il mestiere tramandatogli da suo padre, apportando un tocco di freschezza e di innovazione. I materiali impiegati sono gli stessi da centocinquant'anni: la terracotta, il legno e le rinomate sete di S. Leucio, borgo medioevale in provincia di Caserta.
Mostre e numerose citazioni della stampa nazionale ed internazionale, sono per Ferrigno, una conseutudine. Presepi e "scene" sono presenti a New York, Parigi, Arles, Malmoe, Stoccarda e per le capacità professionali dimostrate annoverano riconoscimenti quali il "Primo Premio S. Gregorio Armeno", per tre anni consecutivi e "The First Award Europe"
La scenografia in sughero del Presepe si chiama "Scoglio" e risponde a regole ben precise.
Deve avere un primo piano pianeggiante. A questo si accede per ripidissime discese e "scalinatelle" interminabili. Due grotte su questo piano: una per la Natività, l'altra per l'Osteria. La grotta del Mistero non ha bisogno di spiegazioni, mentre bisogna sapere che l'Osteria è il luogo dei diavoli. Non può esistere il Bene senza la lotta e quindi il superamento del Male. Le due grotte ravvicinate simboleggiano questa lotta.
Come non c'è angelo senza diavolo (addirittura i diavoli sono angeli decaduti per la religione cattolica) così nel presepe oltre agli angeli che volano sulla grotta, ci sono anche i diavoli. L'armonia nasce dall'equilibrio di due opposti principi.
E dopo le discese e le grotte indispensabile è il fiume con la sua acqua. In quest'acqua le lavandaie laveranno i loro panni. Sono le levatrici della Madonna di cui si parla nei vangeli apocrifi e che si ammirano in pitture e bassorilievi noti. Ma oltre a questo il fiume serve anche per giustificare la presenza del ponte. Il ponte mette in comunicazione le anime dei vivi con quelle dei defunti. e sul ponte transita Ciccibacco. Costui trasporta su un carretto le botti piene di vino, un bue tira il carro.
Il pozzo è l'ultimo elemento indispensabile nello "scoglio del Presepe". In questo si va a tuffare la stella cometa dopo avere soddisfatto il proprio compito di accompagnatrice dei Magi.
Giuseppe Rocco

