Sicuramente tra le più antiche d’ Europa e del Mondo, la “processione nera” che si svolge il venerdì Santo a Sorrento è ricca di fascino e di suggestioni per il suo aspetto e per i suoi significati.
E come ogni tradizione le cui origini si perdono nella notte dei tempi, anch’ essa è resa ancora più attraente dall’ esistenza di alcune leggende frutto di racconti popolari tramandati per secoli – di generazione in generazione – da padre in figlio.
Proprio tra queste leggende una, in particolare, riguarda la stupenda statua lignea del Cristo Morto che raccoglie l' immensa venerazione di tutti i Sorrentini e suscita la commozione di quanti riescono ad ammirarla.
Di questa vera e propria opera d’ arte che ritrae Gesù ormai spirato e giacente su un sudario in espressione di doloroso abbandono, non solo si ignora l’ autore, ma anche l’ esatta data di realizzazione.
In effetti, secondo una antica leggenda, essa sarebbe stata realizzata da un nobile cavaliere, ingiustamente accusato di lesa maestà che si era rifugiato nella Chiesa di San Catello per chiedere diritto d’asilo.
Secondo la favolosa ricostruzione, il nobile - aiutato dai confratelli – avrebbe scolpito la statua in omaggio ad un voto formulato affinché fosse riconosciuta la sua innocenza.
La cosa sarebbe avvenuta miracolosamente al compimento della stessa statua.
In realtà ci sono fondati motivi per alimentare incertezza sull’ attendibilità di questa leggenda.
Probabilmente, infatti, il popolo – nel corso degli anni – ha tratto lo spunto per articolare questa ricostruzione da un fatto realmente accaduto (sempre a Sorrento) al celebre artista Nicola Vaccaro.
Quest’ ultimo – effettivamente rifugiatosi nella Chiesa di San Catello - nel 1648, per ringraziare i confratelli che gli avevano offerto squisita e generosa ospitalità, arricchì l’ edificio di culto con magnifiche statue di stucco.
Fondendo questa storia reale con le vaghe notizie esistenti sull’ artefice della statua lignea, invece, sarebbe nato un racconto che, però, ancora oggi, riesce a mantenere inalterato il suo indiscutibile fascino.
In ogni caso, secondo gli studiosi la scultura che ritrae il Cristo Morto è molto più antica dell’ epoca in cui visse il Vaccaro.
Ammirandone la fattura, inoltre, è possibile affermare che il suo autore certamente ebbe la possibilità di ispirarsi – o comunque tenere presente - il Cristo della "Pietà di Michelangelo".
Approfondimenti: La Processione nera di Sorrento