Le tradizioni che hanno reso celebre ed apprezzata la gastronomia sorrentina nel mondo, hanno radici antiche.
Ed è anche grazie ad esse che la Terra delle Sirene ha saputo conquistare i suoi visitatori ed i suoi ospiti.
Concedendosi i piaceri della tavola offerti oggi soprattutto dai molti ristoranti stellati della Costiera, i turisti, i villeggianti e, più in generale, gli ospiti di questa magnifica terra hanno la possibilità di scegliere specialità che appartengono alla tradizione gastronomica locale o più innovative, ma non meno squisite prelibatezze.
Eppure pochi conoscono effettivamente le tante particolarità, i tanti segreti e le tante storie che pure – a vario titolo - hanno permesso alla cucina sorrentina di conquistare, prepotentemente, un posto di rilievo nel Grand Gourmet internazionale.
Questa lacuna è stata colmata da Cecilia Coppola con la pubblicazione del libro “Zeppole, struffoli e chiffon rosso” (pubblicato da Nicola Longobardi Editore).
Si tratta di un lavoro prezioso grazie al quale l’ autrice - esaltando ulteriormente le sue doti artistiche – ha saputo collegare le ricette tramandate da una generazione all’ altra delle antiche famiglie locali alla preparazione di succulente specialità predisposte per deliziare personalità di alto rango o autentiche celebrità.
Proprio grazie a questa pubblicazione, i piatti che sono stati proposti a Ferdinando IV di Borbone, allo Zar Nicola II, alla Regina Maria Carolina, a Gioacchino Murat ed ancora a Matilde Serao, Totò, Nino Taranto, Salvatore Di Giacomo ed a tanti altri V.I.P. non hanno più segreti.
Il libro, infatti, non solo propone ricette relative a piatti tipici locali, a dolci caratteristici ed a liquori originali, ma dedica ampi spazi a fatti, storie e personaggi, ricorrendo alla riproposizione di storie, aneddoti e leggende che rendono la lettura particolarmente intrigante.
Si tratta di un’ opera leggera, eppure interessante che permette di comprendere, tra l’ altro, come abbia fatto la Penisola Sorrentina a conquistare il primato dell’ accoglienza anche ricorrendo ai piaceri che può regalare la buona tavola.
Questa particolarità riesce a fare in modo che la pubblicazione non solo riesca a catturare la curiosità degli intenditori, ma anche quella di coloro che desiderano conoscere cosa si nasconde dietro i sapori, i gusti e gli aromi della tradizione gastronomica locale.