home       + chi siamo       + contattaci       + faq       + mappa






Aree Tematiche

Primo piano

Area riservata
 Login email


 Password



Password dimenticata? Clicca qui!






+ I Dintorni     + Stampa

Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli


- Realizzato inizialmente in stile gotico, l' edificio di culto, nel corso dei secoli, ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato l' aspetto. Malgrado gli effetti di terremoti, incendi e bombardamenti il Tempio, ancora oggi, custodisce numerose opere d' arte

Tra i monumenti più degni di attenzione dal punto di vista storico ed artistico della città di Napoli, sicuramente figura la Chiesa di San Domenico Maggiore.
La costruzione dell’ edificio di culto – che fa parte di un complesso conventuale ubicato nel centro storico del capoluogo partenopeo – iniziò alla fine del XIII secolo per volere del Re Carlo II d’ Angiò.

Edificato secondo un impostazione squisitamente gotica. Il Tempio cristiano, in seguito ad incendi e terremoti, ha subito alterazioni, a partire dal periodo rinascimentale. Gli interventi che maggiormente modificarono l’ aspetto della Chiesa, però, furono quelli di epoca seicentesca, culminati con rifacimenti fortemente improntanti al Barocco. Tra questi ultimi figura anche la sostituzione del pavimento che fu completata, nel corso del ‘700, da Domenico Antonio Vaccaro.
Agli “stravolgimenti”, registrati nella seconda metà dell’ Ottocento - in seguito alla soppressione degli ordini religiosi (tra i quali anche quello dei Domenicani che avevano cura della Chiesa) l’ edificio basilicale – poi sono seguiti quelli procurati dai bombardamenti di cui lo stesso tempio fu oggetto durante la seconda guerra mondiale.

Nonostante le tante disavventure subite, in ogni caso, ancora oggi la Chiesa di San Domenico Maggiore si presenta ricca di opere d’ arte tanto per la presenza di interessantissimi dipinti, quanto per quella di meravigliose sculture.
Tra le molte che possono essere ammirate si possono citare: un quadro che raffigura San Domenico (realizzato da Tommaso De Vivo ed esposto sulla controfacciata) un dipinto del Redentore di scuola leonardesca, una Madonna con il Bambino (attribuito alla scuola pittorica che risale alla fine del Trecento ed esposto nella cappella dedicata alla Maddalena).

Di grande interesse, inoltre, sono anche gli affreschi della Cappella Brancaccio che furono realizzati da Pietro Cavallini agli inizi del XIV secolo che raffigurano. Storie di San Giovanni Evangelista, Crocefissione, Storie della Maddalena e gli Apostoli Pietro, Paolo ed Andrea.
Notevole, inoltre, è il cosiddetto Cappellone del Crocifisso dove, per l’ appunto è custodito un crocifisso che - secondo la tradizione – parlò a San Tommaso d’ Aquino.

Nella sagrestia, infine, si può apprezzare uno stupendo affresco di Francesco Solimena che decora la volta.




Copyright © 2008 Fondazione Sorrento
P.Iva 05574541214