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I tesori preistorici e le gemme del Museo Mineralogico Campano


- Nella struttura museale di Vico Equense, si possono ammirare denti di mammuth, di dinosauro e di squali oltre che lastre con impronte di rettili del Permiano, con fossili di anfibie con foglie di conifere e tanto altro ancora.

La quantità di reperti e di rarità che compongono le collezioni esposte nel Museo Mineralogico di Vico Equense è tale da rendere impossibile una sintesi che riesca a riassumere esaurientemente l’ intero patrimonio in esso racchiuso.

Ciò non toglie che la sezione dedicata alle gemme è sicuramente tra quelle che generano maggiore curiosità. In essa sono esposti esemplari di varia provenienza geografica e di diverse dimensioni. Si tratta di gemme facenti parte della collezione inizialmente assemblata dall’ Ingegner Pasquale Discepolo (che comprendeva campioni naturali di azzurrite, di tornalina, malachite, ametiste, quarzi ed altri tagliati e lucidati di agata di vario colore) ai quali si sono aggiunte 532 campioni più recentemente donate dal professor Ezio De Felice e la consorte architetto Eirene Sbriziolo. Tra questi ultimi figurano esemplari di agata, di onice, di quarzo, di corniola, di diaspro, di ametista, di malachite e di altri minerali ancora.

Non meno interessante, inoltre, è la sezione riservata ai fossili (che dal 1997 arricchisce il Museo Mineralogico Campano) nella quale spiccano resti oggetto degli studi e degli approfondimenti dei più agguerriti paleontologi.
In questo ambito sono visibile circa 100 fossili la cui datazione oscilla tra i 600 milioni di anni fa fino ad arrivare ad epoche relativamente più recenti.
Tra questi spiccano due uova appartenenti a diverse specie di dinosauro: quella del Sauropede (erbivoro) e quella Velociraptoide (carnivoro).

Sempre nello stesso contesto si possono ammirare anche lastre con impronte di rettili del Permiano (270-220 milioni di anni fa) e con fossili di anfibi oltre che una antichissima lastra con foglie di conifere e felci.
Nella stessa sezione fanno bella mostra di sé anche gli esemplari di alcuni splendidi pesci del Cretaceo (135-75 milioni di anni fa), oltre che trilobiti, gasteropodi, echinodermi, ammoniti ed altri animali marini.

In una sequenza che continua a destare stupore ed ammirazione, inoltre, si possono ammirare denti di animali preistorici (dinosauri, mammuth e squali), un insetto in ambra, un notosauro e un mesosauro. Singolare poi, è la fedele riproduzione di “Ciro” - curata dai paleontologi della Museo di Storia Naturale di Milano, ovvero dello Scipionys Samniticus, il cucciolo di dinosauro di Pietraroia (Benevento) – esposta in una apposita vetrinetta.

Per ulteriori informazioni: Le rarita' del Museo Mineralogico Campano di Vico Equense




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