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Ischia
Ischia la più grande isola del Golfo di Napoli è un vulcano spento
A vederla non si direbbe, eppure Ischia è un vulcano spento. La più grande delle isole del Golfo di Napoli, infatti, è nata per effetto di una serie di eruzioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. Grazie a queste la sua superficie si è elevata lentamente dal fondo del mare.
Oggi, dei crateri sotterranei che l’hanno originata, resta solo l’orlo del più grande, identificato con l’attuale Monte Epomeo. Proprio per le sue origini vulcaniche Ischia, attualmente, è ricca di quelle sorgenti minerali e termo-minerali che, assieme alle sue tante bellezze, hanno contribuito a renderla famosa nel mondo.
Da un altro cratere - aperto da un canale realizzato nel 1854 – invece, è stato realizzato il Porto. Questo intervento di tipo “marittimo”, però, non rappresenta, l’unica opera con la quale l’essere umano ha cercato di bonificare la zona. Molto prima – nel 1438 – gli aragonesi costruirono il Ponte che collega la cittadina di Ischia con l’isolotto su cui sorgono: il Castello (circondato da quattro torrioni), la Cattedrale trecentesca, l’ex convento delle Clarisse (con annesso un singolarissimo cimitero dove le monache non venivano sepolte, ma adagiate su sedili in muratura) e la Chiesa dell’Immacolata.
Tra i comuni che sono sorti sull’ “isola-madre”, il più celebre è proprio quello di Ischia, ma anche Lacco Ameno presenta numerosi aspetti affascinanti. Come quelli offerti dalle visite del Museo Archeologico o della Chiesa di Santa Maria del Soccorso e dalla vista del celebre “Fungo” (un isolotto tufaceo che prende il nome dalla sua stessa forma).
Da Casamicciola, invece, si possono godere gli estasianti panorami offerti dall’altura della Sentinella e dalla strada che congiunge il Monte Rotaro al Monte Trippodi.
Non meno affascinante risulta essere Forio d’Ischia dove è possibile visitare i Giardini Poseidon. Questi sorgono su una delle più belle spiagge dell’isola ed ospitano un modernissimo complesso termale.
Incantevole, infine, è anche il comune di Sant’ Angelo, adagiato tra due suggestive baie unite tra loro da una sottile striscia di sabbia. Lì ancora si possono vedere i resti di una torre di avvistamento distrutta ai primi dell’ottocento e si può godere delle vedute offerte dagli stupendi giardini di Apollon e di Afrodite.