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Napoli


Napoli - I suoi monumenti, il suo colore...il suo calore

'Napoli occupa un gran posto, non dirò soltanto al sole di Dio, ma nei fasti del mondo, ed è non solo agli occhi ed ai sensi stupiti del viaggiatore il giardino dell’ Europa, ma altresì, per lo storico, il poeta ed il filosofo uno di quei centri radianti, intorno ai quali gravitano la civiltà, il progresso, la politica e l’arte'.

Il giudizio espresso nell’ Ottocento da Alexandre Dumas, conserva ancora oggi inalterata la sua capacità di esprimere le qualità dell’antica Partenope.
Capitale del più esteso Regno d’Italia, esistente prima del processo di unificazione nazionale, Napoli conserva, ancora oggi, intatte le mille testimonianze capaci di dimostrare come l’avvicendarsi delle dominazioni non l’abbia impoverita, ma anzi resa sempre più cosmopolita e completa.

Tanti i monumenti e le strutture espositive meritevoli d’attenzione. Tra questi: il Castel dell’Ovo, il Maschio Angioino, il Castel Sant’ Elmo, il Palazzo Reale (e il Teatro San Carlo), il Chiostro di Santa Chiara, il Museo di San Martino, il Museo e le Gallerie Nazionali di Capodimonte ed il Museo Archeologico Nazionale. Particolarmente ricco è, inoltre, tanto il patrimonio artistico ed architettonico di stampo religioso offerto, tra gli altri, dal Duomo, dalla basilica di San Francesco di Paola, in Piazza Plebiscito, dalla Chiesa di San Domenico Maggiore e da quella del Gesù, entrambe a pochi passi dall’Università.

E ricco è anche il patrimonio esoterico: come quello che, ad esempio, si vuole in parte conservato nella Cappella dei Principi di Sansevero o presso la tomba di Virgilio.

In fondo Napoli è anche questo: un posto – forse l’unico al mondo - dove il sacro non stride con il profano; la melanconia è un contraltare alla voglia di vivere in maniera spensierata; il genio è complementare alla sregolatezza.


Eppure le tante apparenti contraddizioni non turbano un quadro di assoluta armonia. Anzi esaltano il fascino dell’antica capitale ed esaltano la giovialità dei suoi abitanti.

Non è un caso se il culto dell’allegria trova segni tangibili nell’affetto conservato per l’antico Pulcinella e per il più recente Totò.

Sì, Napoli, effettivamente, è questo e molto altro ancora.




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