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Procida


Procida bellissima e incontaminata isola del Golfo di Napoli
Una vegetazione lussureggiante e rigogliosa nasconde la natura vulcanica di Procida.
Eppure l’isola, che colpisce immediatamente per il suo fascino selvaggio, è formata da ben quattro crateri oggi poco visibili.

Il suo aspetto vivace, la varietà di colori e di fantasie, che offrono l’immagine di una bellezza primitiva ed insieme raffinata, la rendono simile ad una cittadina orientale.

Accostandosi alla costa del porticciolo della Marina Grande, subito colpisce una visione singolarissima, originale e memorabile: quella di una fila continua di casette rosa, celesti e gialline, dalle facciate ad archi che fanno nicchia a minuscoli balconi. Proprio queste piccole case danno il senso di una gelosa coesione ambientale, di una comunità umana stretta ed omogenea che per la sua inconfondibile fisionomia doveva tanto più confortare i naviganti e stimolarne i nostalgici ricordi.

Subito dopo il fitto agglomerato di case che, brevemente, si estende alle spalle del molo ed intorno all’alta cupola della chiesa di Santa Maria delle Grazie, un intricato sistema di stradine e di viottoli si ramifica per tutta l’isola: lo fiancheggiano case che replicano, in un’estrema eppur composta varietà di toni cromatici e di forme. I tipi delle costruzioni rustiche campane d’antico ascendente bizantino e le modeste facciate di piccole chiese in cui il sonoro e grandeggiante barocco napoletano è divento vernacolo.

All’estremo capo dell’isola, le vie conducono alla minuscola Baia della Chiaiolella, stretta tra la Punta Palombara e la Punta Solchiamo: di fronte, verso la prossima Ischia, è l’isolotto di Vivara, uno scoglio alto un centinaio di metri, fitto di vegetazione ed abitato quasi soltanto da colonie di conigli selvatici.

Ma la conformazione dell’isola si potrà percepire non tanto scendendo alle sue spiagge ed insenature, quanto osservandola dall’alto del colle di Terra Murata, sul quale sorgono il castello e, più su, l’abbazia di San Michele, protettore dell’isola. Il luogo ha un certo che di segreto e di remoto, come se – per essere stato da tempo immemorabile cinto di mura – esso fosse rimasto avulso dalla pacifica e quotidiana consuetudine degli abitanti dell’isola. Interessante, sulla costa occidentale, è S.Maria la Vecchia, antica chiesa, oggi in rovina.




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