Francesco Saverio Romano, oggi, è il Presidente di tutti gli armatori impegnati nel settore della pesca in Argentina.
Si tratta di una carica particolarmente prestigiosa nella magnifica nazione Sud Americana che proprio da questo comparto trae importanti risorse economiche, ma a questa, lo stesso Romano, aggiunge anche quella di consulente tecnico del Sottosegretario Norberto Yahuar, che si occupa di pesca, acquacoltura ed alimentazione nella Repubblica Argentina.
Per la verità non si tratta di una novità – visto che Francesco Saverio Romano è già stato Sottosegretario di Pesca della Provincia di Buenos Aires dal 1999 al 2003 – ma il fatto che a distanza di anni continui ad essere considerato come un punto di riferimento lascia intendere in maniera significativa quale sia la stima che questo personaggio gode nel suo paese d’ adozione.
E già, perché le radici di quest’ uomo, che continua a farsi onore nel “nuovo continente”, affondano in Penisola Sorrentina.
Nato a Massa Lubrense nel 1948, infatti, ad appena quattro anni Francesco Saverio Romano seguì il padre Gaetano verso il continente Americano.
Lì, assieme alla sua famiglia, ha costruito una impresa che, con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio modello di sviluppo.
Di lui si trovano interessanti notizie nel libro di Roberto Pennisi intitolato “Italiani al Porto di Mar del Plata – La pesca, l’ industria e altre storie” (edito da Atlantica nel 2006). Proprio in questa pubblicazione, infatti, nella scheda biografica dedicata alla figura di Gaetano Romano (padre di Francesco Saverio), si esalta la predisposizione ad eccellere dell’ intera famiglia e si legge: “Tale è il caso di Saverio, che aveva soltanto 4 anni all' arrivo all' Argentina quando potè riabbracciare il padre, che a 12 si era già imbarcato e 18 ottenne il diploma di capitano.
Lo sforzo del duro lavoro, durante le stagioni di acciughe e di sgombro, valeva realmente la pena e rendeva i suoi frutti, giacché gli permetteva di mantenere il suo comodo standard di vita durante il resto dell'anno e perfino visitare i suoi parenti a Buenos Aires.
Il compenso era talmente importante che, in molti casi, i suoi compagni potevano ritornare al paese di origine e ritrovarsi con i suoi parenti.
Nella pesca, come nel camminare, è necessario che qualcuno segnali il passo, orienti e accompagni.
Per Saverio le guide furono Raimundo Schiano e Vincenzo Vuoso, che gli mostrarono il sentiero dell' attività e lo spinsero a ricavare
il massimo dalle sue naturali qualità di leader finché arrivò ad occupare la presidenza della Sociedad de Patrones Pescadores, carica che disimpegnò dal 1985 al 1997.
In riferimento alla sua attività imprenditoriale, e dopo l' ottenimento di un importante prestito del Banco Nacional de Desarrollo, construì nei cantieri Sanym il suo primo peschereccio, che chiamò Lucia Luisa.
Poco dopo vendette quell' imbarcazione e, nel 1989, acquistò la Mar del Chubut. Poi, nel 1995, prese coraggio e costruì, nel cantiere Contessi, il Don Gaetano.
Saverio Romano è l' unico che, dopo aver cominciato come pescatore sulle lance costiere, è arrivato ad occupare una carica così importante nel settore, poiché fu Sottosegretario di Pesca della Provincia di Buenos Aires dal 1999 al 2003. Questo fatto lo distingue da tutti i suoi colleghi i quali, per non tralasciare gli affari personali o per non esporsi alla vita pubblica, non accettarono mai cariche di quel tipo e le lasciarono nelle mani di funzionari che non conoscevano profondamente il settore o che direttamente non amavano ciò che facevano, il che generò più di un problema nella storia della pesca in Argentina.
Nel 2003, Saverio Romano si dimise dalla funzione pubblica e riprese la propria attività privata che aveva lasciato nelle mani dei tre figli maschi. Fu così come, con l' aumento dell' esportazione di prodotti congelati dal porto di Mar del Plata, la firma comprò la maggioranza del pacchetto azionario del frigorifero Cafiero e Pollio, per elaborare le catture dei propri pescherecci per poi commercializzarle in tutto il mondo. In tal modo si aggiornò con le novità che impongono i tempi, poiché, così come nel settore del macchinario di oggi non è lo stesso di cinquant'anni fa, nella pesca le imbarcazioni si sono tecnicizzate e si sono costruite navi più grandi, capaci di svolgere tutto il procedimento di elaborazione a bordo.
L’ ultima imbarcazione acquistata dalla ditta è stato il Gustavo R (nave insegna della firma), battezzato così in onore del maggiore dei figli di Saverio, che poco fa ha perso la vita in un incidente.
Simon Bolivar disse: «I grandi uomini hanno difetti della loro misura». In questo libro non si include nessuna persona perfetta, e non era perfetto Gaetano (che morì nel 1985), né Saverio, né i suoi figli. Pur tuttavia, come tanti altri personaggi di queste pagine, li si criticano a volte in modo esagerato. Un dialogo del film «Don Quijote» di Orson Welles, viene a pennello in questa storia.
In un momento, Don Chisciotte dice a Sancho: «Abbaiano, Sancho; segno che cavalchiamo»”.